Il gruppo educatori, animatori, cuochi e mascotte che ha realizzato il Lundo Summer Camp
Il video del Lundo Summer Camp!!!

Manca poco al ciak iniziale!!!

Fervono i preparativi per il Lundo Summer Camp!
Gli animatori hanno preparato i giochi, un sacco di giochi, divertenti e coinvolgenti.
Gli educatori hanno preparato riflessioni che non annoieranno nessuno.
I cuochi hanno preparato un super menù.
Manca ancora poco al via di questa nuova grande super avventura per i ragazzi della Pastorale Giovanile!
A presto su questi schermi per le esilaranti avventure al Lundo Summer Camp!!!


I ragazzi della pastorale giovanile si mettono in gioco e diventano animatori del mini GREST!

Ben 25 ragazzi e ragazze facenti parte del gruppo della Pastorale Giovanile Alta val di Non hanno dato la loro disponibilità per fare gli animatori del mini GREST estivo proposto dalle parrocchie dell’Alta val di Non.


Altro incontro per i nostri super nuovi animatori del mini GREST. Questa volta prepariamo il gioco “Alce Rossa”. Armati di compensato, pennarelli, elastico e forbici eccoci tutti all’opera! Bravissimi ragazzi!!!

Tutti al lavoro per preparare “l’Alce Rossa”

I nostri ragazzi, un bellissimo gruppo pieno di entusiasmo e voglia di fare, si sono incontrati all’oratorio di Romeno lunedì 18 luglio. Dopo la lettura del Vangelo, di una storia e di una breve preghiera per iniziare con l’animo giusto le attività, gli animatori hanno preparato i giochi da fare con i bambini/ragazzi del mini GREST, le loro magliette e hanno svolto la formazione su cosa vuol dire essere animatore e le sue caratteristiche. Un pomeriggio davvero super, un gruppo al top!!!

Tutte le foto in un video!

Qui sotto potete trovare la formazione che è stata fatta agli animatori


Una serata insieme, per festeggiare il fine anno scolastico, per stare insieme, per divertirci, per ridere e scherzare insieme, per fare gruppo. E che gruppo che siamo: un grandissimo gruppo! Abbiamo cenato tutti assieme, poi la preghiera, la sorpresa del gelato e via di giochi: il “gartion”, le carte, il twister e il nascondino!

La preghiera di fine anno scolastico
Il video della nostra festicciola di fine scuola

La prima storica uscita ufficiale della pastorale giovanile oltre i confini della valle di Non.

Complice un sole caldo e splendente che mette già allegria l’allegra tribù dei ragazzi della pastorale giovanile, domenica 15 maggio, è partita nel primo pomeriggio da Romeno direzione Vigo di Fassa.
In pullman i canti, risate, scherzi, racconti e musica hanno accompagnato il nostro viaggio, in cui si respirava la voglia di stare insieme, di condividere emozioni e amicizia e anche di una ritrovata normalità.
Arrivati a Vigo di Fassa ovviamente non poteva mancare l’immancabile merenda. Noi del gruppo siamo delle buone forchette e anche dei golosoni e quindi ci siamo concessi anche i chupa chups 😊
Ma il motivo della nostra uscita non era solo stare insieme e divertirci ma anche fare un qualcosa di educativo, che ci facesse conoscere nuove realtà e quindi, ospiti del Coturà Cafè gentilmente concessoci in uso da INOUT, abbiamo incontrato Chiara Mazzel.
Chiara è una ragazza di 26 anni, di Vigo di Fassa, che ha una disabilità visiva. Dovete sapere che Chiara non è nata non vedente ma lo è diventata a 18 anni a causa di un glaucoma infantile maligno. Immaginate un giorno ci vedi e il giorno dopo tutto buio. Ecco, Chiara ci ha raccontato proprio questo, la sua esperienza e le sue emozioni. Dopo un periodo iniziale molto difficile Chiara è letteralmente rinata grazie allo sport ed in particolare allo sci alpino. Attualmente gareggia per la nazionale italiana di sci nella categoria Visually Impaired, cioè non vedenti, ed ha anche preso parte alle ultime paralimpiadi riscuotendo ottimi risultati. È anche campionessa italiana nella sua categoria per la specialità slalom. Chiara è un vulcano: si allena a casa, si allena facendo corsa con una guida con uno speciale braccialetto che l’aiuta a tenere il passo della guida e a non cadere, va in bici con il tandem, si allena per dieci giorni al mese con la squadra italiana di sci in ghiacciaio, suona il corno francese nella banda, va in montagna con la sua famiglia (e non su sentierini facili!) e non da ultimo lavora nella biblioteca del suo paese come addetta prestiti e ritiri. Chiara è totalmente autonoma nella sua vita, in certe cose chiede aiuto alla famiglia, agli amici, alla sua guida, ma riesce a condurre una vita totalmente normale. L’abbiamo letteralmente sommersa di domande, tanto che la stessa Chiara si è meravigliata di tutto il nostro interesse.
Ascoltare la sua testimonianza è stato un monito per tutti noi per non arrenderci mai e ci ha colpito molto il suo motto “SE SI VUOLE SI PUÒ TUTTO, NON MOLLARE MAI, AVANTI TUTTA!”.
Abbiamo imparato una grande lezione di vita!
Dopo la testimonianza di Chiara abbiamo giocato un po’ nel campetto e con calcetto e freccette, coinvolgendo anche Chiara, che si è dimostrata molto simpatica e disponibile.
Ma ovviamente non potevamo tornare a casa a pancia vuota e per concludere quindi una pizza tutti insieme ridendo e scherzando.
E poi il ritorno a casa, mai stanchi, cantando e ridendo e fortificando ancora un po’ di più il nostro splendido gruppo!
Alla prossima!

Il video dell’incontro con Chiara

Non eravamo numerosissimi però c’eravamo e questo è l’importante! È iniziata l’avventura dell’oratorio aperto, uno spazio in cui possiamo giocare insieme, guardare film, fare delle uscite, ascoltare testimonianze e tante altre cose che verranno proposte (c’è una bella pentola che bolle!!!).

Come primo incontro abbiamo fatto merenda (eh si, nel nostro gruppo la merenda non manca mai!) abbiamo chiacchierato, pensato insieme a nuove attività e poi abbiamo guardato il film “Benvenuti al sud” ma soprattutto abbiamo riso, quanto abbiamo riso!


Anche noi ragazzi della pastorale giovanile abbiamo partecipato attivamente alla Via Crucis interparrocchiale che si è svolta domenica 3 aprile lungo i Pradiei. C’è stato chi ha letto, chi ha portato il crocifisso, chi ha fatto da supporto. Tutti siamo stati partecipi nella preghiera e nella riflessione, che abbiamo fatto lungo il percorso. E poi tutti in canonica a Sarnonico per un super torneo di calcetto “a quattro mani” e una merenda!

Alla seconda stazione, tutti attenti nella preghiera
Arianna, Nadia, Sofia e Sara, le nostre lettrici
Marco e Giuseppe portano il crocifisso


Raccontare a parole la serata con Nicola Petruzzelli, direttore del carcere minorile Fornelli di Bari, è riduttivo perché una serata così va veramente vissuta!
Nicola, molto disponibile e gentile soprattutto molto preparato, ha iniziato la serata rispondendo dalla prima domanda che gli è stata formulata “Come mai ha deciso di diventare direttore di un carcere minorile?”
La sua storia nel mondo del diritto penale inizia nel 1986, dopo la laurea in filosofia, quando vince il concorso per cancelliere del tribunale di Latisana in provincia di Treviso. La voglia di tornare al sud, complice anche il fatto di aver messo su famiglia, lo spinge a provare il concorso per direttore di carcere penale. Classificatosi secondo, sceglie la sede di Foggia, dove approda il 1° agosto 1991. Foggia è una sede complessa, una sorta di cittadella penitenziaria, con più di 700 detenuti, che comprende una sezione femminile, una sezione di reclusione con soggetti anche ergastolani e una sezione circondariale (più di 600 detenuti, in attesa di giudizio o pene brevi). La sede di Foggia forma Nicola che impara la gestione di questa cittadella, non solo dal punto di vista del lavoro con i detenuti ma anche dal punto di vista amministrativo e di gestione. Nel frattempo, chiede di poter passare a dirigere un carcere minorile, sia per mettere a frutto le materie umanistiche e sociali che ha studiato con la laurea in filosofia quanto perché gli interessava “scoprire” che cosa si potesse fare per i detenuti minori dal punto di vista riabilitativo, senza per nulla aver idea di cosa fosse un carcere minorile.
Rimane a Foggia per cinque anni, che definisce un’esperienza straordinaria dal punto di vista professionale e umano e nel marzo del 1995 inizia la sua avventura al carcere minorile Fornelli di Bari, dapprima in missione, poi successivamente come direttore effettivo.
L’ingresso non è semplice: la struttura necessita di lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria, le condizioni igienico sanitarie sono precarie e vi è anche un bisogno di rifondazione dal punto di vista organizzativo e gestionale, ma Nicola non demorde e in questi ventisei anni si prende a cuore le sorti della struttura, insieme ai suoi collaboratori, prendendo in mano il decoro della struttura e soprattutto l’aspetto del rapporto con i minori.
Nicola ci racconta che i detenuti del carcere minorile non sono solo minorenni, ma ci sono anche ragazzi che hanno 25 anni che si trovano a scontare la loro pena in quanto il reato per cui si trovano in carcere lo hanno commesso quando erano minori. Il trattamento educativo quindi risulta complesso, anche per le differenze d’età che ci sono all’interno del carcere. Nel carcere Fornelli non ci sono solamente ragazzi che hanno compiuto un reato nella zona di Bari ma ci sono anche ragazzi provenienti dalle carceri minorili del nord, che sono sovraffollate, e quindi mandati a scontare la pena in un carcere con disponibilità di posti.
Ci vengono spiegati i motivi per cui i ragazzi finiscono in carcere, estrema ratio della giustizia italiana; infatti, prima di scontare la pena in carcere viene concessa la messa in prova, pur sempre che il reato commesso non sia di estrema gravità.
Nicola ci racconta le attività che svolgono i ragazzi in carcere: studio, apprendimento di un lavoro, sport (ci sono il campo di calcetto e di calcio regolamentare) teatro, musica, catechismo ed incontro con la religione. Inoltre, nel carcere Fornelli ci sono due attività di spicco che consentono ai ragazzi di svolgere un lavoro: la produzione di biscotti e pasticceria da forno e la coltivazione di funghi cardoncelli, che poi vengono venduti ai circuiti dei supermercati della zona. Il racconto di Nicola è appassionante e coinvolgente e quindi ci lanciamo in una serie di domande e curiosità, a cui Nicola risponde esaustivamente e anche facendoci ridere.
La nostra serata, dopo una chiacchierata durata due ore ma letteralmente volata, si conclude con i saluti e un arrivederci a presto, magari incontrandoci di persona in una delle nostre attività in oratorio!

Clicca qui per vedere la serata Incontri gruppo Ado – Testimonianza dal Carcere minorile di Bari – YouTube


Qui si parla di noi, della nostra stupenda avventura che è il nostro gruppo!!!
Articolo uscito su “La Voce del Trentino” del 09.02.2021

In occasione della giornata della Memoria, per non dimenticare mai la storia passata, abbiamo organizzato una serata, online a causa della pandemia, per ritrovarci tutti insieme. Abbiamo ascoltato, dopo una breve introduzione di Giorgio, la testimonianza che Nedo Fiano, ex internato nei lager, aveva rilasciato a dei ragazzi come noi presso il teatro di Cles. Nedo Fiano purtroppo è venuto a mancare lo scorso anno ma la sua storia, quanto ha vissuto, ancora oggi è monito per noi tutti. Questa sera eravamo in 35 ad ascoltare A5406 Il Coraggio di vivere ed è stato molto toccante.


Ecco il racconto del nostro incontro fatto dalla nostra scrittrice Sara

La domenica prima di Natale abbiamo deciso, con il gruppo ADO, di andare alla Basilica di Sanzeno per confessarci così da poter festeggiare il Natale con serenità.
Inizialmente nella Basilica abbiamo fatto una preghiera e cantato tutti insieme.
Successivamente, un po’ alla volta, siamo andati a fare le confessioni individuali con dei parroci che si sono resi disponibili (tra cui il nostro carissimo don Carlo). Mente ci confessavamo in Chiesa sono arrivate delle persone che ci hanno presentato dei santi, missionari, …
Come sappiamo bene insieme ad un fatto serio noi ci aggiungiamo qualcosa di divertente ed infatti alla fine di questo incontro ci siamo ritrovati in una stanza lì vicino e abbiamo mangiato le cose che ci offriva l’apericonfessione preparata prima. Diciamo che è stato un modo per stare insieme ma anche per riuscire a fare le confessioni per il Natale.


Qui sotto trovate il racconto di Sara riguardante il nostro pomeriggio insieme.
Il prossimo incontro non fatevelo raccontare ma partecipate anche voi!!!

Finalmente dopo quasi un mese il NEW GRUPPO ADO 21 si è riunito! vi chiederete: cosa hanno fatto stavolta? bene sono qui per rispondervi Come prima cosa abbiamo festeggiato chi faceva gli anni in Novembre: Maria, Emily, Christian e Michele. Fortunatamente per me, che adoro mangiare, c’erano dei dolcetti che ci aspettavano. Come previsto finirono nel giro di mezz’ora. Intanto qui in Trentino la neve era arrivata, e mentre scendeva dolcemente dal cielo, abbiamo deciso di fare un po’ di giochi per scaldarci (e ovviamente conoscerci meglio). Ormai abbiamo capito che dietro ad ogni incontro c’è una storia seria che ci aiuta a crescere. Domenica infatti abbiamo ascoltato Guido, il padre di Mattia; un ragazzo di 20 anni che si uccise per colpa del cyber bullismo. Oltre ad ascoltarlo con attenzione (molto più di quella che prestiamo agli insegnanti a scuola) abbiamo in piccoli gruppi cercato di capire il significato della testimonianza: perché Guido va a raccontare questa “storia”?. Ora parlo meno in generale però penso che un po’ tutti si ritrovino in queste parole. Guido ha raccontato la sua esperienza, e ci ha fatto capire come si sente un padre che perde un figlio tutto d’un tratto, senza aspettarselo, ma ci ha dato anche dei preziosi consigli per superare o evitare queste situazioni; – non mandare foto online – quando sei in questa situazione non tenerti tutto dentro ma parlane con un tuo caro amico o un parente Dopo tutto ciò la domanda rimane la stessa perché Guido va a testimoniare questo? beh non è molto semplice ma ora provo a spiegarlo… Mattia è morto ormai da molto tempo ma non è ancora stata fatta del tutto giustizia. Guido ha detto che la società della ragazza che ha ricattato Mattia si trova molto lontano (Sud America) e ovviamente essendo un organizzazione molto grande non ha subito alcun danno. Oltre a questo contrariamente a come tutti pensano, queste società arrivano anche nei nostri piccoli paesi (Mattia abitava a Ossana). Quindi questa situazione può capitare ad ognuno di noi, e con le testimonianze di altri riusciamo ad uscirne. Ascoltare come hanno reagito altri o come si potrebbe fare per superare questo periodo sono convinta che ti aiuta molto. E come dice Guido: “Mattia non è sopravvissuto, ma spero che con questa storia riuscirò a salvare qualcun altro”

La nostra super torta di compleanno per i festeggiati

A questo link trovate l’articolo riguardante la storia di Mattia, raccontata dal papà Guido

https://www.ladige.it/territori/non-sole/2019/10/25/il-cyberbullismo-ha-ucciso-mio-figlio-mattia-fu-minacciato-e-si-tolse-la-vita-l-appello-del-papa-ragazzi-fatevi-aiutare-1.2559952#:~:text=Voglio%20che%20la%20storia%20di,lui%2C%20%C3%A8%20stato%20una%20vittima.&text=La%20perdita%20di%20un%20figlio,chiss%C3%A0%20chi%20incontrato%20sul%20web.



Un breve video in cui il Vescovo Lauro parla con i nostri ragazzi
L’articolo riguardante la Veglia su Vita Trentina

Come gruppo ADO abbiamo partecipato alla Veglia di preghiera con il Vescovo Lauro e ne siamo stati entusiasti! All’inizio forse eravamo un po’ scettici sul partecipare ma siamo rimasti piacevolmente colpiti dal dialogo e da quanto detto dal nostro Vescovo che ci ha raccontato il suo l’incontro con la fede e ci ha parlato del dono della parola e della sessualità.

“La parola può essere un dono e un macigno e lo stesso è per la sessualità. Sono due grandi doni, l’importante è usarli per comunicare che io vivo per te e non per dire: tu sei mio”

Passi di prossimità con il nostro Vescovo Lauro

per giovani over 18



Passi di prossimità – una nuova iniziativa


Festa diocesana adolescenti

Palatrento – 19 ottobre 2019


Passi di Vangelo – per giovani dai 18 anni in su


Formazione animatori Grest e campeggi


Preparazione festa Adolescenti 2019 Sarnonico

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