Benvenuto nel sito delle 3 Unità pastorali dell’Alta Val di Non! Forse qualcuno sarà perplesso: “a cosa serve un sito web delle parrocchie?” Una risposta potrebbe essere che Gesù camminava per …
Forse qualcuno sarà perplesso: “a cosa serve un sito web delle parrocchie?”
Una risposta potrebbe essere che Gesù camminava per le strade dell’uomo
e oggi sono anche queste le strade dell’uomo, quelle digitali, quelle della
“rete”.
Lo scopo del sito però non è quello di rimanere prigionieri della rete,
ma al contrario è quello di FARE “rete”, di costruire comunità. Secondo il
desiderio più grande di Gesù: “Siano una
cosa sola, perché il mondo creda” (Gv 17,21).
È uno strumento per fare comunità e per annunciare il Vangelo di Gesù
con uno sguardo di speranza per contrastare la rassegnazione, la paura e la
chiusura che sembrano dominare questo nostro tempo.
Il sito quindi è una “bacheca di famiglia” dove trovano posto le
attività, le iniziative e le riflessioni che nascono nelle comunità. Nel menu
qui sopra (sezione “contatti”) troverete le persone a cui rivolgervi per pubblicare
degli articoli che riguardano le attività delle parrocchie, delle U.P. (unità
pastorali) e dei gruppi parrocchiali.
“Lavori in corso!” Perché il sito è ancora in fase sperimentale e ha
bisogno del lavoro, dell’interesse e dell’aggiornamento continuo di tante
persone. “Lavori in corso” anche perché le nostre comunità sono continuamente
chiamate a rinnovarsi nel continuo ascolto della voce del Signore e delle
“voci” di questo mondo che cambia.
Grazie di cuore a tutte le persone che collaborano a tenere vivo questo sito. don Carlo
Domenica 1° dicembre Papa Francesco si è recato in visita a Greccio (Rieti) dove nel 1223 san Francesco di Assisi realizzò il primo presepe vivente della storia. E lì, in quel …
Domenica 1° dicembre Papa Francesco si è recato in visita a Greccio (Rieti) dove nel 1223 san Francesco di Assisi realizzò il primo presepe vivente della storia. E lì, in quel luogo significativo, ha firmato la Lettera apostolica “Admirabile signum” sul significato e il valore del presepe.
Il Papa ha messo in evidenza, con questa breve visita, la dimensione
della semplicità che il presepe ispira. Inoltre ha invitato tutti a “scoprire quanto sia importante per la nostra vita, così spesso frenetica, trovare momenti di silenzio e di preghiera”.
Ecco alcuni passaggi di questa lettera, come spunti per una riflessione e preghiera personali.
Una bella tradizione(= si “trasmette” una ricca spiritualità popolare) (…) “Con
questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre
famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come
pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole,
negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze… È davvero un esercizio di
fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a
piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e
mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che
racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Mi auguro che questa
pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in
disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata”.
I vari segni del presepe (…) “Mi piace ora passare in rassegna i vari segni del presepe per cogliere il senso che portano in sé. In primo luogo, rappresentiamo il contesto del cielo stellato nel buio e nel silenzio della notte. Non è solo per fedeltà ai racconti evangelici che lo facciamo così, ma anche per il significato che possiede. Pensiamo a quante volte la notte circonda la nostra vita. Ebbene, anche in quei momenti, Dio non ci lascia soli, ma si fa presente per rispondere alle domande decisive che riguardano il senso della nostra esistenza: chi sono io? Da dove vengo? Perché sono nato in questo tempo? Perché amo? Perché soffro? Perché morirò? Per dare una risposta a questi interrogativi Dio si è fatto uomo. La sua vicinanza portaluce dove c’è il buio e rischiara quanti attraversano le tenebre della sofferenza”.
Uno spazio per tutti (…) “Spesso
i bambini – ma anche gli adulti! – amano aggiungere al presepe altre
statuine che sembrano non avere alcuna relazione con i racconti
evangelici. Eppure, questa immaginazione intende esprimere che in questo
nuovo mondo inaugurato da Gesù c’è spazio per tutto ciò che è umano e
per ogni creatura. Dal pastore al fabbro, dal fornaio ai musicisti,
dalle donne che portano le brocche d’acqua ai bambini che giocano…:
tutto ciò rappresenta la santità quotidiana, la gioia di fare in modo
straordinario le cose di tutti i giorni, quando Gesù condivide con noi
la sua vita divina”.
Un dono ricevuto e da fare (…) “Davanti
al presepe, la mente va volentieri a quando si era bambini e con
impazienza si aspettava il tempo per iniziare a costruirlo. Questi
ricordi ci inducono a prendere sempre nuovamente coscienza del grande
dono che ci è stato fatto trasmettendoci la fede; e al tempo stesso ci
fanno sentire il dovere e la gioia di partecipare ai figli e ai nipoti
la stessa esperienza. Non è importante come si allestisce il presepe,
può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che
esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma, il presepe
racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è
vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi”.
Il Comune di Amblar-Don, in collaborazione con l’associazione culturale G.B. Lampi organizza per venerdì 25 ottobre, alle ore 20.30 presso la sala “Aldo Lorenzi” a Don una conferenza con Mons. Luigi …
Il Comune di Amblar-Don, in collaborazione con l’associazione culturale G.B. Lampi organizza per venerdì 25 ottobre, alle ore 20.30 presso la sala “Aldo Lorenzi” a Don una conferenza con Mons. Luigi Bressan, vescovo emerito: presenterà la sua ultima pubblicazione dal titolo: “Celestino Endrici contro il Reich, gli archivi svelano”. Introduce don Fortunato Turrini.
La chiesa parrocchiale è dedicata a S. Anna: consacrata nel 1649, ha subito diversi rimaneggiamenti tra ‘700 e ‘800. La facciata ha la classica struttura con portale in pietra, due finestre …
La chiesa
parrocchiale è dedicata a S. Anna: consacrata nel 1649, ha subito diversi
rimaneggiamenti tra ‘700 e ‘800.
La facciata ha
la classica struttura con portale in pietra, due finestre quadrangolari e un
piccolo rosone.
L’interno è a
navata unica con nervature gotiche, mentre la decorazione pittorica è del XX
secolo. L’altare maggiore è opera di marmisti roveretani di fine ‘800.
La parrocchiale di S. Tecla è documentata sino dal XIII secolo, ma è stata ricostruita tra il 1771 e il 1773 e restaurata nel 1909. Ha il tetto in embrici di …
La parrocchiale
di S. Tecla è documentata sino dal XIII secolo, ma è stata ricostruita tra il
1771 e il 1773 e restaurata nel 1909. Ha il tetto in embrici di ceramica
colorati ed una bella facciata tardo barocca, con le statue dei Santi Pietro e
Paolo nelle nicchie.
L’interno presenta un’abside gotica con stemmi
sulle chiavi di volta e una bella cantoria arcuata; l’altare maggiore,
riccamente intagliato e dorato, è attribuibile a Pietro Strobl junior (XVIII secolo) ed ha un notevole
antipendio raffigurante l’Ultima Cena; seicentesca è la pala centrale con la
Madonna e S. Tecla affiancate da S. Agnese e S. Agata. Sulla parete destra del
presbiterio una originale pala del ‘600 con l’Ultima Cena: la tavola imbandita
è raffigurata con un lato corto in primo piano e Gesù a quello opposto, mentre
i discepoli sono disposti sui lati lunghi e Giuda è di schiena, in primo piano
e in controluce.
La cappella di
sinistra ospita un altare di metà ‘700 dedicato all’Immacolata ed una pala
raffigurante S. Giovanni Nepomuceno in gloria.
La Via Crucis è
di Mattia Lampi; gli affreschi recenti sono di Metodio Ottolini (1928).
La chiesa di S. Antonio Abate viene ricordata già nel 1528 e un tempo aveva annesso un romitorio. Ricostruita tra fine ‘800 e primi del ‘900, ha una facciata semplice ornata …
La chiesa di S.
Antonio Abate viene ricordata già nel 1528 e un tempo aveva annesso un
romitorio.
Ricostruita tra
fine ‘800 e primi del ‘900, ha una facciata semplice ornata di archetti
pensili, che culmina in un campaniletto a vela.
All’interno,
l’arco trionfale è a tutto sesto e il presbiterio è sopraelevato. Gli affreschi
raffigurano tra l’altro due storie di S. Antonio (T. Fendler, 1945).
L’altare
maggiore in marmo è opera di fine ‘800 ed ha la statua del patrono.